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SANITA': CONCLUSA TRATTATIVA PER RINNOVO CONVENZIONE MEDICI FAMIGLIA
Conclusa la trattativa per il rinnovo della convenzione dei medici di famiglia. La FP-CGIL Medici con Intesa ha deciso di firmare l'accordo mantenendo pero' tutte le critiche gia' espresse 10 Marzo 2010 - Conclusa la trattativa per il rinnovo della convenzione dei medici di famiglia. La FP-CGIL Medici con Intesa ha deciso di firmare l'accordo mantenendo pero' tutte le critiche gia' espresse: ''Purtroppo - spiegano i sindacati di categoria - si e' obbligati prima o poi alla firma per non essere esclusi dalle trattative regionali'', ma ''i medici ed i cittadini dovranno presto fare i conti con le ripercussioni negative di questo accordo perche' ad essi non arrivera' alcun beneficio. Purtroppo la trattativa e' stata ipotecata da un Atto di Indirizzo capestro, come da tempo denunciato dalla FP-CGIL Medici''.
''Le ulteriori modifiche apportate non possono essere ritenute sufficienti - prosegue il sindacato - le perplessita' gia' espresse non si sono attenuate e pertanto le dobbiamo ribadire: l'1,2% del complessivo 3,2% dell'incremento viene rinviato a dopo gli accordi regionali.
Per fortuna siamo riusciti a non perdere i fondi dell'eventuale penalizzazione (il 10%) e recuperarli per attivita' di integrazione tra guardia medica e MG.
Di questo 1,2 % regionale, inoltre, poco arrivera' ai medici di famiglia che lavorano, ma buona parte verra' loro sottratta per pagare il referente delle UCCP. Tutto il 2% dell'incremento nazionale va ai medici in relazione agli assistiti con piu' di 75 anni. Per gli altri assistiti non c'e' nulla''. Inoltre, ''sottraendo circa 20% ( 0,20 euro) al 2,0% della quota nazionale, si penalizzano i progetti regionali gia' in essere sulle patologie croniche, e di conseguenza i medici che oggi ricevono uno specifico finanziamento per queste attivita'''.
E ancora: '' Il flusso informatico per il Patient Summary , come era gia' evidente all'inizio della trattativa, viene scaricato sui medici come costi e come attivita'. Si diluisce l'applicazione in un tempo da definirsi a livello regionale.
Ma sempre compreso nei compiti obbligatori del medico''. E, accusano i sindacati, ''la medicina penitenziaria viene incredibilmente ignorata e lasciata nel caos, senza neanche porre limiti alle incompatibilita' e senza dare alcuna indicazione per gli incarichi futuri''.
Inoltre, ''non si e' proprio affrontato nessun problema dei medici di guardia medica e dei medici del 118 emergenza sanitaria che rimangono sempre le cenerentole del settore.
Rimangono intatte in particolare tutte le problematiche relative all'accesso al 118 ed alla valorizzazione di questi professionisti nei servizi territoriali''.
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